Storia di 7 grandi etichette e di una serata

7 months ago by in Curiosità & News, Degustazioni Tagged: , , , , , ,

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7 grandi etichette in due serate di servizio sono state una grande occasione per assaggiare qualche vino decisamente non facile da reperire… ecco il racconto di cosa mi è capitato “fra i bicchieri”. Qui di seguito delle mie velocissime note di degustazione con i miei punteggi:

Messorio 2004 Magnum, Le Macchiole:
Un’interpretazione molto territoriale di Merlot proveniente da due vigneti (il vigneto Puntone ed il vigneto Vignone) vocati. Rosso rubino fitto, note di prugna, spezie scure e sfumature mentolate. Di corpo generoso e di buona alcolicità ha tannini setosi e rotondeggianti.
Il mio punteggio: 91

1475102011405Sorì San Lorenzo 1998, Gaja:
Un’emozione aprile una bottiglia (a dire il vero due) di questo storico Cru di Famiglia Gaja. Un vino sconvolgente, davvero! Rosso rubino con leggeri accenni di granato, di ottima trasparenze e luminosità accesa. Tantissima frutta ancora accompagnata da note di fiori secchi, liquirizia, toni affumicati e di catrame. Al palato ti lascia a bocca aperta, letteralmente: grande struttura, austera ed elegantissima, tannini lievemente astringenti stanno a sottolineare un potenziale evolutivo lunghissimo. Non si dimenticano facilmente vini così.
Il mio punteggio: 98+

1475101572026Barbaresco 1990 Magnum, Gaja:
Una delle grandissime annate tipicamente piemontesi, quasi “tardiva” per certi aspetti e forse l’ultima prima dei segni di un cambiamento climatico avvenuto a cavallo della seconda metà del decennio 1990-2000. Rosso granato di buona trasparenza si esprime fin da subito con piacevolissime note di tartufo, liquirizia, terra e fogliame nel bicchiere. In bocca è assolutamente secco, tannino ben integrato ma in un certo senso ancora graffiante, piacevolissimo equilibrio. Una grande annata in una fase nella quale di sta raggiungendo il massimo. Non aspettare troppo per berla.
Il mio punteggio: 95/96

1475191843868Solaia 1997 Magnum, Antinori:
Beh, si presentava con credenziali incredibili essendo stato giudicato il miglior vino nel 2000 da Wine Spectator e sicuramente non ha deluso le attese. All’apertura il tappo si è letteralmente sbriciolato; per un attimo ho temuto il peggio ma il vino era invece in perfetta forma. Rosso granato pieno si apre nel bicchiere con note di caffè, grafite, cardamomo, anice ed affumicato. L’intensità degli aromi non è sicuramente il suo biglietto da visita ma è ampiamente compensata da una raffinatezza distintiva e stratificata. In bocca il vino è vibrante e sottilissimo, con tannini dolci e molto sottili. Di corpo pieno indossa un abito perfettamente cucito addosso, un abito di grande sartoria. Un assaggio che mi ha impressionato per il perfetto equilibrio, dove l’eleganza è la protagonista ed è sempre padrona della forza che il vino riesce ad esprimere. Insomma, la potenza è nulla senza controllo!
Il mio punteggio: 96/97

1475192021228Ornellaia 1997 Magnum, Tenuta dell’Ornellaia:
Seconda bottiglia del trittico delle “aia” ed altro grande assaggio. Devo dire che la bottiglia era chiusa da un tappo meraviglioso che l’avrebbe proiettata nel tempo per chissà quanti altri decenni ancora. Rosso granato con sfumature rubino, luminoso, bellissimo. Al naso confetture di prugna, macchia mediterranea, mirto, cioccolata, scatola di sigari su fondo balsamico. Il palato è più rotondeggiante e generoso rispetto a Solaia perchè diversi sono i territori. I tannini sono sferici ed arrotondati con un finale lunghissimo che evidenzia ancora questi tratti mentolati.
Il mio punteggio: 96

1475191601428Sassicaia 1988, Tenuta San Guido:
Poche storie, le aspettative erano altissime e Sassicaia in questo caso non delude assolutamente. Rosso granato mediamente fitto, naso che offre note di confettura di piccoli frutti scuri, incenso, vegetale appassito, radici e rabarbaro. Bocca equilibratissima, tannino quasi perfetto nella sua evoluzione ed allo stesso nel suo non voler evolvere. Un francese a tutti gli effetti anche per quella tensione che ti ritrovi in bocca, in quel retrogusto lunghissimo che ti invita continuamente al riassaggio.
Il mio punteggio: 97/98

1475251639312Amarone della Valpolicella Vigneto Monte Lodoletta 1996 Magnum, Dal Forno:
Rubino pieno e compatto ma luminoso. Denso nel bicchiere con lacrimazione che sembra non voler mai smettere di tingere del suo colore il cristallo del bicchiere. Grandissimo impatto al naso: lavanda, mirtilli ed amarene macerate nell’alcol, cioccolato, erbe aromatiche, salvia. Il palato è voluminoso, caldo, avvolgente ed anche equilibrato. Finale lunghissimo ma con un alcol che nonostante tutto non risulta mai eccessivo. Un vino con il quale ci passeresti un pomeriggio intero, o una bella serata con gli amici a parlare solamente di lui!
Il mio punteggio: 94/95

Beh, 7 grandi etichette come queste capitano molto raramente. Io mi sono divertito a fare i punteggi, voi volete divertirvi a fare due calcoli e vedere quanto potevano valere sul mercato?

 

 

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