Chateau Montrose in Verticale

5 years ago by in Degustazioni Tagged: , , , , ,

Ogni tanto mi dedico alle “pulizie di stagione” andando a cancellare o sistemare i file un pò datati ed oggi, tra gli appunti di degustazione, ho trovato delle note di qualche tempo fa: era una serata organizzata da AIS Trentino: Chateau Montrose in Verticale con Nicola Bonera come relatore.

Vi ripropongo i miei appunti arricchiti dalle annotazioni fatte da Nicola:

1988 Chateau Montrose Saint Estèphe AOC

Si presenta nel bicchiere con una veste di un rosso granato con qualche riflesso aranciato, di media fittezza e consistenza, al naso fin da subito mette in evidenza sentori terziari di buona intensità che con l’ossigenazione lasciano spazio ad una stuzzicante complessità.

Note balsamiche dolci, caramella alle erbe, terroso, alloro, ginepro, cuoio e rabarbaro, mentuccia e china. Nel bicchiere si aprono poi riconoscimenti quasi ferrosi, di carbone, “di ferrovia” farà notare Nicola! Molto fine, comunque, all’olfatto.

Bocca ancora incisiva che mette in evidenza una calibrata morbidezza sviluppatasi in tanti anni di bottiglia ed una presenza alcolica mai dominante, caratteristica che contraddistinguerà i primi tre assaggi. Il tannino è polimerizzato e ben fuso nella massa. Qui le morbidezze e le durezze incominciano a trovare un ragionato e piacevole equilibrio, ottime l’intensità e la persistenza degli aromi in bocca.

Vino maturo ed armonico con spazio per un’ulteriore possibilità di conservazione.

Il punteggio è di 88/100

Chateau Montrose

1996 Chateau Montrose Saint Estèphe AOC

Il fuoriclasse della degustazione.

Già nel suo aspetto di presenta di colore rosso granato particolarmente luminoso e vivo di media consistenza nel bicchiere. Il naso è intenso, ampio nei suoi riconoscimenti che abbracciano molte famiglie. Apre con note di frutta matura, dolce e succosa, tostature e sensazioni animali, carruba, goudron e nespole. accenni balsamici nel finale con tocchi salmastri. Colpisce subito per la sua personalità.

In bocca è davvero fine ed elegante. Anche qui la presenza alcolica non è assolutamente dominante, la pseudomorbidezza è in divenire con una freschezza ancora molto presente. Il tannino è di elegantissima fattura e con una grana paragonabile alla seta.

Corpo pieno, sontuoso, e con un finale di bocca lughissimo che ripropone la frutta, le tostature e le note salmastre che si percepivano al naso.

Un vino con un potenziale evolutivo lunghissimo che, se ben conservato, si potrà godere per qualche bel decennio!

Qui il grande territorio si unisce all’annata di grande importanza dando come un risultato un vino emozionante.

Punteggio di 93/100.

 

 1999 Chateau Montrose Saint Estèphe AOC

 

Annata non molto felice il 1999 e vino che, nella batteria, si fa notare subito per delle caratteristiche di minor ricchezza e complessità.

Aspetto di un rosso granato un pò più spento dei precedenti. Naso meno stuzzicante e fine che apre con riconoscimenti di frutta sotto spirito ed in confettura, radici amare, tostature e tocchi minerali.

La bocca è più sottile, più magra e diluita dei vini precedenti ed il tannino gioca un ruolo davvero di protagonista tanto che Nicola definirà questo vino una “levigatrice orbitale”.

Anche il finale di bocca è meno persistente.

Punteggio di 82/100 ma sono certo che se ci estraniassimo da questa degustazione e valutassimo questo vino di 11 anni da solo parleremmo di un vero ed autentico fuoriclasse…

 2001 Chateau Montrose Saint Estèphe AOC

Aspetto limpido, luminoso, di un rosso rubino particolarmente vivo. Il colore di questo vino, e dei due successivi, denota nel bicchiere una trama ed una fittezza più accentuata rispetto ai tre campioni precedenti. Anche al nelle successive fasi della degustazione ritroveremo questo filo conduttore che distingue i primi tre vini dai secondi tre.

Al naso si presenta Subito con note secondarie molto decise, apre con sensazioni fruttate di un frutto dolce e croccante, note marine e salmastre, di acciuga.

La bocca è, in linea con quanto osservato dal terzo vino in poi, subito più piena, più morbida con unao speudocalore legato alla presenza dell’alcol leggermente più percettibile. Anche il tannino è più importante.

Un vino pronto che si deve ancora esprimere al massimo le proprio caratteristiche ma dallo stile diverso rispetto a quelli degustati nella prima parte.

Punteggio 85/100

 

2002 Chateau Montrose Saint Estèphe AOC

Annata difficile anche il 2002 ma, come Nicola ci fa notare, chi ha avuto il coraggio di abbassare le rese ha portato a casa uve di grandissima qualità. E questo 2002 è un vino di qualità assoluta che per certi tratti ricorda il 1996 se debitamente contestualizzato nel suo periodo e cioè quello di un vino sensibilmente più giovane.

Naso secondario e di piacevole intensità, elegante, note di corteccia, di liquirizia, di legno, caramella mou e di canna da zucchero, di incenso e di lacche accompagnano le note dolci e fruttate di frutta rossa e di creme de cassis.

La bocca è dolce e piacevole e quasi da masticare, invitante. Tannino elegantissimo e di finissima fattura. Un vino che stupisce tutti.

Punteggio 87/100

 

2004 Chateau Montrose Saint Estèphe AOC

Si offre nel bicchiere di un colore rosso rubino con ricordi ancora color porpora. Il naso è intenso e giovane, lampone e sciroppo di ribes, ricordi di buccia d’uva croccante, olive nere e ginepro. Tostato e leggermente affumicato.

A dispetto della sua gioventù e del suo colore il vino in bocca ha già una piacevole morbidezza, è pieno ed avvolgente. Sicuramente è un vino più moderno.

Punteggio 84/100

 

Il mio ringraziamento va, come sempre, al Presidente Mariano Francesconi per aver messo a disposizione di tutti noi questi vini straordinari e per molti ormai introvabili. Grazie anche all’amico Nicola Bonera, sommelier straordinario, che con la sua solita bravura ci ha saputo illustrare il territorio ed i vini in maniera magistrale.

 

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