Dove Lavoro.. El Pael

el pael_logoNella vita di tutti i giorni faccio il ristoratore, almeno così dice la mia carta d’idendtità,  ma a me personalmente piacerebbe riuscire a crescere nella mia professione e potermi un domani definire un “Oste”.

E’ infatti proprio quest’ultima la figura alla quale mi ispiro e che credo sia proprio quella che alla nostra ristorazione moderna spesso fredda e legata a molteplici problematiche, manchi un pò.

L’oste per me deve essere quella persona della quale puoi sempre fidarti, un educatore della sua clientela, deve proporre in tavola le cose che lui vorrebbe sempre nel suo piatto ma soprattutto deve essere li per capire le necessità dell’Ospite, per guidarlo nella scelta e per regalare un attimo di stacco dal ritmo di ogni giorno.

Non mi voglio certo definirmi arrivato o già così bravo… ma so solo che ogni giorno provo ad imparare qualcosa di nuovo, che ogni servizio cerco di trasmettere qualcosa al cliente che sento più aperto al dialogo e cerco di fare tutto questo con impegno e passione compatibilmente con tutte le difficiltà che comporta al giorno d’oggi avere un locale.

Se mai ti troverai in Val di Fassa il ristorante El Paèl è a Canazei!!

Wine Restaurant
EL PAEL
Via Roma, 58
38032 Canazei (TN)
Tel. 0462/601433
www.elpael.com
info@elpael.com

UN PO’ DI STORIA PER I CURIOSI..

L’origine del nome del nostro ristorante deriva da un vecchio paiolo di rame e dal suo nome tradotto nella lingua Ladina che qui parliamo abitualmente.
Il Paiolo, quella pentola di rame che nella cucina tradizionale Trentina non mancava mai!!

Con il suo manico arcuato, il paiolo veniva appeso alla catena sul focolare aperto o appoggiato sui cerchi di ferro della cucina economica.

Qui si cuoceva la polenta, alimento alla base dell’alimentazione quotidiana di qualsiasi famiglia del nostro passato rurale Trentino. Oltre alla polenta tradizionale si preparavano anche polente di grano saraceno o la polenta di patate… quest’ultima non tipica in Val di Fassa. La polenta veniva poi accompagnata con rape, con fagioli, con il latte ed alle volte anche con la marmellata per la colazione, si proprio con la marmellata (provare per credere la polenta “brustolida” con marmellata di mirtilli) oppure veniva accompagnata con qualche minestra o con la carne di maiale la sera. Nei giorni di festa con il cotechino o le lucaniche.

Nelle varie valli delPaiolo Trentino prende nomi diversi (paròl, cadrògl, ram) ma in val di Fassa, in Ladino, si chiama paèl. Ecco spiegata l’origine esatta del nome del nostro Ristorante.

Potre anche ricordare altre storie… come ad esempio quella del nostro nonno materno Bruno che, nelle nostre estati trascorse in Valsugana da piccolini e forte dell’esperienza di un passato da guardaboschi, ci insegnava a raccogliere i funghi ed a riconoscerli dall’aspetto e dal profumo, ci faceva assaggiare lamponi e mirtilli dei quali ricordo ancora il sapore, ci accompagnava a pascolare le mucche ed a “smielare” gli alveari o fare il formaggio in malga.

Diversi però dagli altri erano i pomeriggi piovosi che in un paesino di 10, 12 case diventavano noiosi. Ecco allora che il nonno ci portava in un posto altrimenti off limits per noi piccoli.

Ci portava nel “bastardo” così veniva chiamata la soffitta-deposito della casa. Un locale buio e polveroso del quale potrei forse ricordare ancora certi profumi e  rivederne dei tratti, piena di vecchi attrezzi di uso quotidiano , vestiti non più tramandabili, monetine ed anche qualche arma disinnescata e dove erano conservati ancora dei paioli di rame accatastati uno sull’altro. Ne ricordo uno talmente grande, che veniva utilizzato per le cagliate nel momento in cui si facevano i formaggi, da poter contenere seduti me, i miei fratelli e le due cuginette!! Paioli vecchi e vuoti ma idealmente pieni di storie ed aneddoti del passato per noi nipotini che in quel momento pendavamo letteralmente dalle labbra di quell’uomo forte con i baffi.

Ed ecco, lì in un angolino, il “parol” più brutto, più vecchio, pieno di fuliggine e botte varie…. una degli unici oggetti riportati a casa proprio dal nonno dopo la sua spedizione durante la seconda guerra mondiale. Ci faceva da mangiare per la truppa li, nonno Bruno…. ora questo paiolo è stato ripulito, fa mostra di se nella sala del ristorante sopra la macchina del caffè ed è un motivo di orgoglio per me guardarlo e ricordare quella figura ed il suo passato duro e stentato che ne hanno forgiato un uomo carattere rigido e forte ma estremamente vero ed onesto.

Il nonno da qualche anno ci ha lasciato ma il suo paiolo è sempre li a farcelo ricordare ed assieme a lui tutte le sue storie, i suoi racconti, le gite nei boschi, le corse in bicicletta e la campanella della nonna che alle 12.00 suonava per richiamarci, ovunque fossimo in quel momento, a pranzo.

Ma tutte queste, forse, sono altre storie….

2 Responses to “Dove Lavoro.. El Pael”


Leonardo Frizzi
15 agosto 2013 Rispondi

Salve,
come ogni hanno mi appresto a godermi con la mia compagna 15gg a Canazei dal 17 agosto e come al solito non mancherò di venire al Pael, come ogni anno, immancabilmente. Pregusto già i sapori..Sono uno psicologo ed ho un hobby strano oltre al buon cibo ed al vino (sommelier già nel 90), costruisco coltelli da collezione e con quest’hobby anche io giro un po il mondo, sono più noto come coltellinaio che come psicologo! ( per curiosità ti ho inviato il mio sito se vuoi vedere cosa faccio) a volte la vita fa degli scherzi. Visto che il mio hobby rappresenta una grande passione e per formarmi ho fatto sacrifici, sempre godendo però, sono particolarmente fiero della tua avventura in Master of wine, spero che la tua passione porti il primo italiano in MW. Ci vediamo al ristorante!!

Leonardo Frizzi
15 agosto 2013 Rispondi

Naturalmente rileggo solo dopo che ho pubblicato, ogni anno con l’h è tanta roba…sig!

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