Master of Wine: il mio primo esame

5 years ago by in Curiosità & News, Master of Wine study Program Tagged: , , , ,

IMG_4460Qualche giorno per staccare ci voleva proprio ma rientrato a Canazei devo raccontarvi un pò dell’esame sostenuto a Londra lunedì scorso e del quale anticipavo già qualcosa in questo post.

Diciamo subito che dopo aver frequentato i vari seminari durante l’anno ed aver ben inquadrato l’ambiente non mi aspettavo niente di diverso rispetto a quanto ho trovato: esame molto impegnativo, tanta serietà e moltissima tensione in sala fra tutti i candidati. Il picco sicuramente l’abbiamo raggiunto in quella mezz’ora di ritardo con la quale l’esame è iniziato per via della mescita dei 12 vini per ognuno di noi e che ci ha obbligati ad una mezz’ora seduti, in silenzio con i fogli delle domande girati davanti, i bicchieri che non potevi annusare e tanta voglia di cominciare.. ecco quindi che sentirsi dire che “da adesso avete due ore e quindici minuti di tempo” è stata una liberazione

Il via alle 10.00. Sembra molto il tempo a disposizione ma per interpretare e dare le proprie risposte sui vini di fronte a noi ci vuole lucidità ed un’ottima capacità di gestire il tempo. Un giro del mondo in 12 bicchieri direi… si spaziava da 3 bianchi di una regione da individuare (era la Loira, individuata), tre rossi fatti con uve autorizzate in Bordeaux (qui sono andato abbastanza bene individuando parte dei vini 5 e 6 ma sbagliando il 4), tre vini di diverse zone del mondo fatti dalla stessa uva (Syrah, individuata) e, ahime per noi italiani tre fortificati (individuati ma non nelle giuste tipologie). Tutto sommato posso essere contento perchè se mi fossi trovato davanti agli stessi vini un anno fa avrei fatto molto molto peggio. Si tratta di continuare ad allenarsi… e come dice un nostro istruttore “più ci si allena più si diventa fortunati!!”

IMG_4455Un’altra storia il pomeriggio. Due tesine: una obbligata (investire nel vino al giorno d’oggi è saggio???) ed una a scelta (perchè e come un winemaker può decidere di modificare tannino, acidità e zucchero nel vino). Qui mi sono trovato in difficiltà. Argomenti complessi, uso della lingua inglese, tempo tiranno. Ho fatto il mio meglio ma sicuramente in italiano avrei fatto di più.

La fine del pomeriggio è quasi una liberazione ed infatti tutti assieme ci siamo fatti qualche bella pinta di birra per scacciare i fantasmi di questo o di quel vino, di quello che ci sembrava facile o difficile o di quanto avremmo potuto studiare ancora.

Ora non ci resta che attendere il risultato che arriverà tra un mesetto. Il primo anno è stato sicuramente una grande esperienza che, comunque vada l’esame, mi ha dato modo di conoscere tantissime persone e di catapultarmi in un modo completamente nuovo dal quale ho cercato di apprendere tutto il possibile. Bilancio positivo quindi.

Ah, permettetemi una citazione speciale per i miei compagni d’avventura Alessandro Torcoli, Anastasia Roncoletta e Maria Gerari. Non ci conoscevamo, arriviamo da realtà profondamente diverse sia per via del nostro background che delle attività professionali che svolgiamo ma si sa come il vino riesca ad unire tutto e tutti… tanta stima per voi ragazzi!

 

 

 

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One Response to “Master of Wine: il mio primo esame”


[…] per rimanere in tema come non rilanciare il recentissimo report di Roberto Anesi, famoso sommelier trentino, alle prese con il test che tutti i candidati devono […]

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